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Riscaldamento globale

Molto spesso ci sentiamo ripetere che tutti noi siamo legati da un filo invisibile e ultraresistente che fa sì che ogni nostra decisione, azione e presa di posizione si rifletta nella vita comunitaria producendo un effetto molto più grande di quello che ci saremo mai attesi, con conseguenze più o meno rilevanti sull’ambiente che ci circonda. È il cosiddetto effetto farfalla, quel meccanismo per il quale ogni minima variazione in una condizione iniziale è in grado di produrre, sul lungo raggio, grandi cambiamenti all’interno del sistema.

Un ingranaggio che non prevede eccezione, nemmeno quando si parla di bollette elettriche.

L’Università del Michigan ha infatti recentemente pubblicato uno studio sulla rivista Plos One, dell’Accademia di Scienze Americana nel quale si spiega come i cambiamenti climatici comporteranno una spesa di miliardi di dollari in più nel settore dell’elettricità rispetto a quanto previsto sinora.

l motivo di questa impennata di costi si deve essenzialmente al riscaldamento globale. Il malsano aumento delle temperature, lungi dall’arrestarsi, provocherà infatti dei picchi di richiesta di elettricità, difficili da soddisfare per gli odierni impianti di produzione e distribuzione:grande «Guardando le bollette» spiegano i ricercatori che hanno portato avanti lo studio «si vede che il consumo di elettricità è maggiore in estate, quando di usano i condizionatori. Il riscaldamento globale farà sì che nel corso del secolo il termometro segnerà numeri sempre più grandi e così i consumi elettrici».

Proprio per queste ragioni, i ricercatori hanno previsto che nell’ordine di rispondere a una domanda così alta evitando cali di tensione, le utility si troveranno costrette a spendere tra i 70 e i 180 miliardi per aggiornare le rete elettriche e i sistemi di accumulo di energia.

Costi che naturalmente, in un secondo momento, graveranno sulla tasche degli utenti che vedranno riversate queste spese sulle loro bollette che, purtroppo si prevede diventeranno sempre più pesanti.

Un cattiva notizia che, secondo gli studiosi, non esaurisce i rischi di questo malsano circolo vizioso: «La domanda è: nel giorno più caldo dell’anno, quando il consumo è al massimo, la rete è in grado di affrontare la situazione?».

Una questiona aperta che di certo ci invita a riflettere sulle nostre decisioni quotidiane in ambito energetico.

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